Poche sono le notizie storiche su Asqua. Il noto Dizionario del Repetti pubblicato tra il 1833 e il 1846, alla voce Asqua riporta: “Vico nel Val d’Arno Casentinese sotto l’Eremo di Camaldoli nel popolo di Moggiona, Comunità Giurisdizione a 6 miglia toscane a settentrione di Poppi, Diocesi e Compartimento di Arezzo. Risiede alle sorgenti del torrente Fiumicello presso al luogo, dove «Appennin scuopre il mar schiavo e il tosco Dal giogo, ond’a Camaldoli si viene». Appunto costà i Vescovi di Sarsina, di Fiesole, e di Arezzo potevano un dì senza sortire dal loro confine prendersi per la mano. Si trova menzione di quest’Asqua nelle carte di Camaldoli sino dai primordi di questo Sacro Eremo. Il suo distretto fu liberato a quegli Eremiti dal conte Bandino di Romena per istrumento rogato in Monte Granelli di Romagna nell’anno 1368. (Annali Camaldolesi)”

Alla voce Monte Granelli, Repetti precisa meglio il contenuto del documento: “Nel 1368, li 12 ottobre, lo stesso Conte Bandino, stando nel suo Castello di Monte Granelli alienò agli eremiti di Camaldoli per 500 fiorini d’oro tutti i pascoli che i fittuarj tenevano dai conti di Romena nel territorio d’Asqua, compresavi anche la giurisdizione sugli uomini di detto territorio”.

Il più antico documento in cui è citata Asqua risale al 3 gennaio 1047 ed è un atto riportato nel Regesto di Camaldoli riguardante il decreto di conferma da parte dell’Imperatore Enrico III di certi beni agli eremiti camaldolesi. Nello stesso Regesto figurano due atti di donazione, uno del settembre e uno del novembre del 1148, in favore dei monaci camaldolesi, rispettivamente di 25 staiora di selva “de Asqua” e 30 staiora di selva posta “ad Asqua”. Infine in un documento del 1 agosto 1226 riguardante una donazione ai camaldolesi, si parla del pagamento delle decime, per i terreni nominati nella donazione. Parte di queste decime venivano riscosse ad Asqua. Si tratta probabilmente di decime dovute agli Eremiti di Camaldoli, per l’uso dei terreni.

Nella mappa del Catasto storico “Lorenese” del 1825 figurano alcuni edifici distinti ubicati in Asqua, di cui uno, “casa colonica ed aia”, misurava circa m. 18 x m. 15 ed apparteneva al Monastero di Camaldoli. Gli altri, di misure inferiori, appartenevano a privati.

Il toponimo Asqua, abbastanza singolare, non è di immediata spiegazione. Lo studioso americano Barry Fell, nel suo libro “America avanti Cristo. Antichi colonizzatori nel Nuovo Mondo” partendo da uno studio toponomastico ipotizza che il Nuovo Mondo sia già stato colonizzato e in parte abitato dai Celti. Nel suo studio presenta molto parallelismi tra toponimi americani e toponimi di lingua gaelica propria dei Celti. Uno di questi toponimi da lui analizzati è il seguente: “Il lago Asquam (che significa “posto acquatico piacevole”) ha un corrispondente

gaelico in Uisge-amail, (che significa “acque per diporto”). Il lago Asquam si trova negli Stati Uniti e sicuramente si tratta dello stesso toponimo di Asqua; infatti nel documento del Regesto di Camaldoli del novembre 1148 il nostro toponimo è citato come “Asquam” e non Asqua come negli altri casi.

In base all’ipotesi di Fell, possiamo anche noi ipotizzare che il nostro toponimo “Asqua” o “Asquam” sia di origine celtica. D’altra parte è oggi confermato che i Celti abbiano abitato per molti secoli il Casentino soprattutto la zona appenninica più impervia e le foreste casentinesi.

Infine, prendendo in considerazione la posizione geografica, ci accorgiamo che Asqua si trova non solo alle sorgenti del torrente Fiumicello, un importante affluente dell’Arno, ma si trova presso la confluenza di due minuscoli affluenti che si incontrano con un terzo a formare un ramo del Fiumicello. Sappiamo che molti luoghi di culto precristiani e cristiani si trovano sia alle sorgenti di fiumi o torrenti e sia presso la confluenza di due corsi d’acqua. Asqua ha proprio ambedue le caratteristiche morfologiche e, guardando le curve di livello delle moderne cartine, sembra trovarsi in posizione dominante su un breve sperone di montagna. Anche questo elemento morfologico gioca a favore di un possibile luogo di culto ad Asqua nell’antichità. 

Giovanni Nocentini